Non dimentichiamo la scuola

Sembra che a nessuno preoccupi l’impoverimento educativo che la pandemia ha provocato su bambini e ragazzi

Scuola

La scuola con i suoi ragazzi è stato un tema poco trattato in queste settimane di grave emergenza sanitaria.

Altre, e probabilmente, più preoccupanti sono state le questioni alle quali dare priorità, nel particolare momento che attraversiamo. 

Lo stesso Presidente della Repubblica ne ha ammesso la mancanza, affermando che “le scuole chiuse sono una ferita per tutti”.

È molto forte il bisogno di socialità e il diritto a ricevere l’istruzione per bambini e ragazzi. 

L’agenda politica ha forse perso la bussola sull’importante tema, che non può restare fuori dall’agenda politica. 

Non possiamo escludere dalla priorità peraltro quella fascia di bambini da 0 a 6 anni, nidi e scuola d’infanzia, per la quale qualcuno ha pensato addirittura di saltare un anno. 

Siamo alla pura pazzia! 

Sembra che a nessuno preoccupi l’impoverimento educativo che la pandemia ha provocato su bambini e ragazzi. 

A tutto ciò non può compensare né l’estensione del bonus baby sitter, né l’eventualità di beneficiare del congedo straordinario. 

Urge riprendere il bandolo della matassa con risposte serie sui bisogni educativi e di socialità.

Da qui a settembre occorre riorganizzare l’attività dei bambini e ragazzi. Pensare alla possibilità di riunire in sicurezza i giovani e i più piccoli con i loro educatori. 

Vanno organizzati campi specifici in micro comunità anche per i più piccoli. Le famiglie stanno in attesa. Basta dei soliti provvedimenti di rinvio. Urge un piano ben definito per ragazzi e bambini. 

Infine, vale in merito una chiara esortazione del Capo dello Stato: “anche per questo – direi, particolarmente per questo – è importante continuare”.

Nicola Campoli

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