Le persone hanno paura . . . del dopo!!

Abbiamo necessità di uno Stato Amico, pronto a giocare la su partita senza lasciare nessuno indietro

Siamo ancora in piena crisi emergenziale. Seppure si manifesta qualche flebile segnale positivo di inversione della tendenza dei contagi. 

C’è da stare, tuttavia, ancora molto attenti e prudenti. Guai ad abbassare la guardia in questo preciso momento. 

Tutti, me compreso, abbiamo affermato che il domani sarà diverso. Almeno si spera. Si auspica un mondo più ricco di valori e umanità. Dove le persone si mostrino più umili e modeste. Boh!

Ciò spetterà molto a noi. A cosa riteniamo di cambiare nelle nostre personalità e, quindi, abitudini.

Per un attimo mettiamo alle nostre spalle il peggio. Pensiamo al dopo che è condito, per quanto mi riguarda, da una forte paura. 

Sarà già molto difficile decantare la bava di dolore che ci accompagnerà per molto tempo e che investirà tutti. 

Non dimentichiamo che abbiamo perso al momento più di diecimila italiani e non solo anziani, che mai, e poi mai, nessuno può ritenere l’ultimo ingranaggio della nostra società. 

Da dove ripartiremo? Quale piano strategico politico/economico si riuscirà a mettere in campo, perché nessuno perda ciò che ha conquistato nel corso della sua vita con enormi sacrifici? 

Non vorremo uscire da un tunnel dal buio pesto ed entrare in un altro lungo e complicato da attraversare. 

Rischieremo di non farcela come Paese e come comunità. Questo è un dato di fatto incontrovertibile. 

Servirà un nuovo sapere, tutto italiano, pronto a mettersi in gioco per traghettare l’Italia su una sponda più certa e sicura.

La paura non deve bloccare la ripresa di uomini e donne di un Paese che deve rispolverare il suo sano e colorato orgoglio.

Non meritiamo come italiani un domani incerto. Non lo meritiamo perché siamo un popolo che ha saputo onorare: regole e sacrifici, in questi complicate giornate. 

Tutto questo significa assicurare il lavoro per tutti e tutte! La fiducia verso lo Stato dovrà garantire ognuno. 

Abbiamo necessità di uno Stato Amico, pronto a giocare la su partita senza lasciare nessuno indietro. 

Dovremo mostrarci tutti al servizio delle migliori intelligenze collettive che offre il nostro Paese. Per riuscirci abbiamo bisogno di buon azioni. 

Nicola Campoli

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