L’aborto secondo Salvini

La tecnica è esattamente la stessa di chi dice “io non sono razzista, ma…” e poi rilascia bordate di affermazioni razziste. Così si è comportato Matteo Salvini nel corso della sua ultima strizzata d’occhio alla destra più estrema e reazionaria quando, dopo aver affermato che non tocca a lui dare lezioni di morale e che è giusto che sia la donna a scegliere, ha aggiunto che “non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020″.

Lo stile di vita incivile sarebbe quello delle donne, per giunta immigrate, che a suo dire arrivano ad abortire fino a sei volte e, questo è il nodo più importante, a spese del contribuente italiano.

Tanti anni fa Joseph Goebbels, il bieco ministro della propaganda di Hitler, affermava che una bugia detta una sola volta resta una bugia ma una bugia ripetuta milioni di volte si trasforma in verità. Matteo Salvini non ha bisogno, le sue bugie, di ripeterle milioni di volte: a farlo ci pensano i social network, i giornali che simpatizzano per lui e, per smentirlo, anche quelli che lo detestano. Dunque per certi versi anche io, scrivendo queste note, rischio involontariamente di fargli un favore.

Tuttavia qualche precisazione si rende necessaria, se non altro per prendere atto della finora sconosciuta efficienza dei nostri pronti soccorso ospedalieri che, viceversa, erano piuttosto noti per le tragiche carenze di personale che li affliggono e che provocano attese interminabili da parte degli sfortunati che sono costretti a recarvisi: stando a Salvini, invece, l’immigrata immorale e incivile che la dà a destra e a manca può comodamente e allegramente sbarazzarsi delle conseguenze della sua vita dissoluta con una rapida visita al pronto soccorso.

Pronto soccorso? A me risulta che l’interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla famosa legge 194 si pratichi, quando si riesce a praticarla, nei reparti di ostetricia e ginecologia, certo non nei pronti soccorso; e se dubito della possibilità di praticarla è perché è notorio che la fervente fede cattolica che arde nel petto della stragrande maggioranza degli ostetrici italiani rende l’applicazione di quella legge dello Stato difficile, quando non impossibile, su gran parte del territorio nazionale. Come facciano dunque queste lussuriose immigrate a sbarazzarsi fino a sei volte di fila dei loro indesiderati feti è un mistero.

Dobbiamo pensare che il livello di disinformazione di Matteo Salvini raggiunge vette di sublime e rarefatta assolutezza? No. In realtà Matteo Salvini sa benissimo di aver sparato accuse e dati a casaccio e sa altrettanto bene che, ammesso e non concesso che qualche donna abbia fatto ricorso all’interruzione di gravidanza con la frequenza da lui citata, ciò non dipende da uno “stile di vita incivile”. Non di quelle donne, comunque, o comunque non nel senso che intende lui.

L’aborto è sempre un trauma, un’intrusione nell’intimità del corpo e dello spirito della donna che lo subisce. È una decisione sempre e comunque dolorosa e la donna che si vede costretta a prenderla deve essere rispettata, compresa, aiutata e assistita, non colpevolizzata e men che meno criminalizzata e insultata. Se inciviltà c’è, va cercata in chi su quella donna appiccica miserabili etichette (“immigrata”, “puttana”, “assassina”) e in chi quella donna sfrutta, in chi ne abusa, in chi la lascia nella miseria e  nell’ignoranza.

Matteo Salvini tutto questo lo sa benissimo; ma sa benissimo anche che troverà il plauso e gli evviva, e soprattutto il voto, di coloro ai quali rivolge questo genere di grossolane, razziste, feroci e disumane oltre che clamorosamente false affermazioni.

Degno allievo di Joseph Goebbels, ha anche superato il suo maestro: le sue bugie non ha nemmeno bisogno di ripeterle, gli basta enunciarle una volta sola: eserciti di razzisti, sovranisti, perbenisti e reazionari e fra loro, purtroppo, anche molte donne, non aspettano altro che di ascoltare il suo verbo e di diffonderlo.

Nel nome, va da sé, della morale, della vita e del cristianesimo. Ma soprattutto per impedire che le immigrate incivili provochino un aumento della spesa sanitaria e quindi delle loro tasse.

Giuseppe Riccardo Festa

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