In pensione le vecchie buche per le lettere

Sotto, sotto un pochino mi dispiace, principalmente per un mondo che mi è appartenuto e che va inevitabilmente in soffitta

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Dopo le storiche cabine telefoniche, la cui rimozione sul territorio italiano è quasi completata, un altro simbolo del passato, tra qualche mese, sarà protagonista di un percorso analogo. 

Infatti, i vecchi impianti telefonici, nei quali in tanti ci siamo rintanati per più di uno scopo, sono quasi scomparsi, forse ne sono rimasti ancora qualcuno sperduto su qualche piccolo cocuzzolo di montagna, ma non ancora per molto. 

Ormai l’Italia è una Repubblica fondata sulle e-mail, più che sulle lettere e le cartoline. 

Tutto agevolato dall’inflazionato utilizzo dei cellulari sui quali ciascuno ha registrato più di un indirizzo e-mail.

Dalle nostre strade e piazze scompariranno, allora, centinaia di vecchie buche per le lettere, che raggiungeranno gli anni della famigerata pensione. 

Chi non ha mai gettato, in queste “contenitori” qualche oggetto improprio, scagliasse la prima pietra. 

Il divertimento era prendersi a distanza gli giustificati improperi degli addetti alla raccolta, che si trovavano inevitabilmente a fare un doppio lavoro, eliminando ciò che non era per nulla adeguato. 

Insomma, Poste Italiane SpA sta preparando un piano di rimodulazione della rete di buche per l’Autorità per le Comunicazioni che dovrà valutarlo.

Tutto è legato al ridotto utilizzo delle buche e, quindi, alla loro sostituzione con strutture molto più innovative dotate di sensori. 

Ciò comporterà che le vecchie buche, quelle metalliche di colore rosso, andranno a ruba per gli amanti dell’antiquariato. 

Il nuovo piano genererà evidenti vantaggi per gli utenti che potranno verificare con più puntualità la consegna delle loro missive. 

Un modo quest’ultimo anche per compensare il ritardo digitale, piuttosto evidente nei piccoli comuni italiani.

Sotto, sotto un pochino mi dispiace, principalmente per un mondo che mi è appartenuto e che va inevitabilmente in soffitta, seppure a vantaggio di una società  più veloce e puntuale. Sarà così?

Nicola Campoli  

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