Il Terrore

All’improvviso poteva finire

Mani

All’improvviso poteva finire. Come capita a tutte le cose della vita. Un traguardo che percepivo al quale non volevo dare ascolto.

Passavano giorni e più volevo sottrarmi allo struggente evento contro cui sarei alla fine sbattuto.

Non volevo immaginarlo. Mi sottraevo al solo pensiero.

Mi sconvolgeva l’esistenza. Preferivo egoisticamente tenere sgombra la mente.

Buttandomi di conseguenza a fare cose che in fondo si fanno ai bambini.

Accudirti era la ragione della mia esistenza. Percepire i tuoi cambiamenti ed essere pronto a compensarli.

Non avevo paura a scovare i tuoi limiti. Erano tanti e facevo finta di niente.

Mi insinuavo nei tuoi pensieri alla ricerca delle debolezze per darti le risposte che volevi.

Ogni segnale era buono per intervenire. Nulla mi spaventava.

Solo la vita che sarebbe mancata donandomi un vuoto incolmabile.

Un gioco strano. Nascosto. Ma che forse tu capivi, ma non me ne volevi dare prova. Forte a resistere all’inevitabile declino.

Era un costante tornare indietro. Che tanto mi affascinava. Un labirinto di incertezze, che per me erano certezze.

Capivo così che la vita è un ciclo d’inizio e di fine che si ripete senza interruzioni nell’eternità.

Godevo all’inverosimile di quei momenti. Non mi abbattevano. Anzi.

Mi rendevano vivo per sostenerti nel tuo scorcio di vita che avrei voluto rendere felice e gioioso più che mai. Mai sazio di coccolarti.

Non arrendersi era l’arma dolce della vita cui ci tenevamo stretti più che mai. All’orizzonte della vita non volevamo mai pensare.

Nicola Campoli

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