Il mio amico Don Pasquale!

Nacque immediatamente una bellissima e sincera simpatia

In una giornata, già malinconia e svogliata, mi è arrivata una di quelle notizie che mai avrei voluto che mi raggiungesse. 

Manco da Cariati da un po’ di tempo e già questo mi pesa abbastanza. Il Covid-19 ha segnato irrimediabilmente anche il mio lungo isolamento dal “buon ritiro”. 

Verso la fine della scorsa estate mi dedicai con un gruppo di amici, locali e turisti, alla pulizia di un piccolo spazio di verde nel centro storico. 

Mentre ero intento a operare nell’area si avvicinò una persona anziana, ma molto pronta e vitale. 

Nacque immediatamente una bellissima e sincera simpatia. Mi raccontò in pochi minuti la sua vita: dura, ma ricca di soddisfazioni. 

Nonostante la differenza d’età sembravamo due vecchi amici che si raccontavano amorevolmente il loro passato, proiettato nel prossimo futuro. 

Seppe trasferirmi in un battibaleno l’attaccamento profondo che provava per quel luogo. 

Per quel fazzoletto di terra che negli anni passati decise di regalare al Paese con il lavoro delle sue sapienti mani.

In quei pochi istanti riuscì a farmi comprendere quanto la passione sconfigge l’indifferenza. Quell’indifferenza che trova spesso terreno fertile quando si parla di “bene comune”. 

Incontrarlo mi rese tanto fiero. Il mio intervento, unitamente a quello degli altri amici, era un modo in fondo per rendere onore a quanto avesse fatto per la comunità molti anni prima.

Eravamo in una sorta di “persone accanto ad altre persone”, che vivono e sviluppano il senso della comunità, appunto, il senso dello “stare accanto”.

Mi ero imposto, Carissimo Don Pasquale, di venirti a trovare una volta rimesso piede a Cariati. L’avevo promesso a me stesso da quando c’eravamo salutati da buoni amici.  

Già mi gustavo il sapore e l’affetto delle tue parole. Avrei fatto fatica come in passato a comprendere il tuo dialetto particolarmente stretto, ma i tuoi illuminanti occhi sarebbero riusciti a farmi percepire l’amore vero per Cariati. 

Peccato. Non riuscirò a incontrarti. Ma sono certo che il tuo ricordo mi darà la forza giusta per sentire parte di me quel luogo. 

Ti prometto non mancherò di renderti onore, prendendomi l’impegno di tenere sempre vivo il tuo fazzoletto di verde.

Ciao Pasquale 

Nicola Campoli

 

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