Quando il leone diventa coniglio (senza offesa per il coniglio)

Giancarlo Talamini Bisi, il professore neofascista tutto pancia-in-dentro-e- petto-in-fuori, quello che si dichiara orgogliosamente razzista, che giurava di bocciare i suoi studenti se si fossero presentati al flash-mob delle Sardine, ora, pentito e contrito, con la coda tra le gambe chiede scusa: “Non sarei mai e poi mai” dice, adesso,“in grado di compiere certe azioni”.

E allora perché aveva promesso di compierle? È davvero un campione, costui, nel senso di “elemento esemplare di un gruppo o di una specie”. Fanno sempre così, questi eroi da tastiera: sono orgogliosi, fieri e minacciosi, ma solo finché pensano di farla franca. Poi, quando l’enormità della loro stupidità emerge, quando l’indignazione generale li sommerge; quando, soprattutto, a causa delle loro intemperanze rischiano di perdere l’impiego, allora puff: si sgonfiano, si sgretolano e chiedono scusa.

Per giunta, diverse studentesse di questo Giancarlo Talamini Bisi, insegnante di italiano, latino e di storia (!) avrebbero denunciato di essere state da lui  molestate e pare che addirittura, proprio a causa delle sue intemperanze, un’insegnante di controllo fosse presente in aula durante le sue lezioni. Il condizionale è d’obbligo, perché queste cose debbono essere giudicate dalla magistratura, sulla base di fatti e testimonianze, e non da noi comuni mortali sulla base del sentito dire. Se fosse vero, però, una domanda bisognerebbe porla alla dirigenza scolastica di quel liceo: come mai si è limitata ad affiancare a Talamini Bisi un insegnante-sorvegliante, anziché cacciarlo a pedate nel sedere?

Mi tocca anche fare un’altra, amara riflessione. Ci siamo sempre crogiolati, noi progressisti, nella convinzione che razzisti, violenti e rodomonti neofascisti avessero in comune il parametro dell’ignoranza. Ci piaceva pensare che solo dei disinformati superficiali e incolti potessero vantarsi di essere razzisti e assumere atteggiamenti come quelli – fino a ieri – praticati da questo Talamini Bisi.

Ci tocca ricrederci. Soggetti di questa natura ci sono anche tra i laureati, addirittura tra i professori, e perfino tra i professori di storia.

Cioè: uno che spaccia per cibo italiano i canederli, lo speck e lo strudel, che sono di origine austriaca, e la polenta che si fa con il mais d’origine americana; e non sa che la “reggia di Casera” (sic) l’ha progettata l’olandese Van Wittel, italianizzato in Vanvitelli, e che la madre di Francesco d’Assisi era francese, qualche lacuna dimostra di averla. E uno si chiede: che cosa poteva mai dire agli studenti, questo Talamini Bisi, quando spiegava la storia del XX secolo? Non oso pensarlo.

Ora auspicabilmente, scuse o non scuse, questo ex leone ruggente mutato in uno squittente coniglio sarà allontanato dall’insegnamento e non frequenterà più le aule, né del liceo di Fiorenzuola, né di qualsiasi altro liceo.

Auspicabilmente anche per lui, perché mi chiedo con quale faccia potrebbe presentarsi davanti a una classe che ha fieramente minacciato (e forse, ma è tutto da dimostrare, anche smanacciato) lui che, sul suo sito, dichiara di rimpiangere le aule con la cattedra in alto, da cui regnare e dominare sugli studenti, ed ora ha dovuto fare una precipitosa marcia indietro e presentare coram populo, davanti a tutti, umilianti e patetiche scuse.

In conclusione bisogna ammetterlo: i razzisti hanno ragione. È vero, una razza inferiore esiste, è diffusa fra noi ed è in preoccupante crescita: è la razza dei razzisti.

Giuseppe Riccardo Festa

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