Ieri sera primo consiglio comunale dell’amministrazione a guida Filomena Greco

consiglio comunale2 24-06-2016Il primo consiglio comunale d’insediamento della nuova amministrazione civica targata Filomena Greco scorre liscio come l’olio, se si eccettua la questione di incompatibilità sollevata dalla capogruppo di maggioranza, Maria Cosenza, nei confronti del consigliere Alfonso Cosentino, peraltro assente, candidato a sindaco per la lista de La Scelta.

Cosentino, che avrebbe dei contenziosi aperti col Comune, non sarebbe compatibile con la carica di consigliere comunale.

Lo sapeva? Non lo sapeva? Fatto sta che fino a definizione del dubbio amletico, egli, che pure aspirava alla poltrona di primo cittadino, nel parlamentino cariatese non può mettere piede.

La mozione è passata con tutti i voti della maggioranza, con quello della consigliera di minoranza Assunta Scorpiniti e con l’astensione delle due consigliere d’opposizione, elette nella cordata del Cosentino, Agazio e Crescente.

L’assenza di Alfonso Cosentino ha fatto slittare di una buona ora l’inizio dei lavori che sono cominciati, come di prammatica, con la convalida degli eletti, la presentazione della giunta e l’elezione, scontata, del nuovo presidente del consiglio comunale: Francesco Cosentino, il garante di tutto i consiglieri comunali, a nostro avviso una carica che, siamo certi, saprà custodire i diritti di tutti.

Le minoranze assicurano il pieno sostegno alla nuova gestione, ma garantiscono la leale opposizione qualora non fossero tutelati i diritti dei cittadini.

Lo sguardo si perde nella composizione “rosa” della nuova assise: vedere tutte quelle donne (6 consigliere su 12, senza contare la giunta) è davvero una svolta epocale.

Filomena Greco presenta la giunta e va dritto al nodo della questione: “Questo Comune è talmente indebitato (oltre 21 milioni di euro) che saremo costretti a chiedere il dissesto. Nessuno si aspetti nulla di eccezionale. Dobbiamo appianare la funesta eredità lasciataci da una scellerata gestione e poi ricominciare da capo. Abbiamo bisogno di tempo. Dateci una mano. Diamoci una mano, perché le cose sono davvero tristi”.

Ecco quel che ci ha lasciato Filippo Govanni Sero: un gran mare di guai.

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