I nostri adolescenti . . . paura di uscire dalla tana?

Certo per un po’ di tempo il loro orizzonte si è improvvisamente interrotto

Confesso mi sarei aspettato una uguale reazione al rompere le righe dal lungo isolamento, a seguito della terribile pandemia. 

Ho due figli in età adolescenziale. La più piccola, che è una femminuccia di 12 anni, al “liberi tutti” non se le fatto dire due volte.

Immediatamente è uscita di casa per una passeggiata nel quartiere con le amiche della sua età.

Il maschietto, di 14 anni che frequenta il primo liceo, non ha sentito la stessa esigenza di evasione.

Ha vissuto serenamente il suo lockdown che ha cancellato a lui e alla sorella, ma così a tutti i loro coetanei, gli impegni e quella comune frenesia che li accompagna di solito. 

Credo che tanti di loro avranno apprezzato anche riposarsi un poco rispetto alla vita frenetica e competitiva che caratterizzava le loro giornate. 

Non immagino che ne sarà di entrambi da qui a qualche giorno, come anche dei loro pari età. 

Certo per un po’ di tempo il loro orizzonte si è improvvisamente interrotto. Il nido familiare si è dimostrato un accogliente ritiro. 

Attorno a essi, complice la chiusura repentina della scuola, si è materializzata un’alea di incertezza e precarietà, a partire non dimentichiamolo dalla vicenda scolastica sulla quale è calato per molte settimane un rigoroso silenzio. 

Cosa ne sarà nelle prossime settimane dei nostri adolescenti? Forse assisteremo per tutti, come da copione, che crollerà la sindrome della tana.

Nicola Campoli

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