Greta, il dito e la luna

FacebooktwittermailFacebooktwittermail

Sono tanti i nemici di Greta Thunberg, e svariati gli argomenti che si usano per contrastarla. C’è, per esempio, chi con aria saputa dice che la manovrano “i poteri forti”, vaga accezione riferita a un ventaglio di potenziali soggetti che spaziano da George Soros ai Rosacroce ai rettiliani, a seconda delle scuole di pensiero (si fa per dire) cui l’astuto complottista si accoda su questo o quel social network.

Altri dicono che la sua campagna in difesa del pianeta è tutta un’operazione commerciale della madre, che fa la scrittrice, e così promuove i suoi libri; e non manca chi solleva il sopracciglio e dice che Greta non è nessuno e non ha titolo né qualifiche accademiche per parlare di queste cose.

Altri ancora, e sono purtroppo parecchi, alludono al fatto che la giovane soffre della sindrome di Asperger o, visto che si tratta di una persona di sesso femminile, ricorrono al consueto repertorio sessista, volgare e sguaiato: il bagaglio culturale di coloro i quali, magari carichi di anni ma scarsi di intelligenza e di idee proprie, non sopportano una ragazzina coraggiosa e determinata che di intelligenza e di idee ne ha invece da vendere. E dunque, incapaci di ribattere argomentando, si limitano a coprirla di insulti. È il caso di un tale Tommaso Casalini, ex allenatore della squadra dei giovanissimi (!) del Grosseto Calcio, che giustamente la società ha cacciato dopo che su Facebook aveva invitato Greta ad andare a battere il marciapiede.

Greta Thunberg non è un oracolo, e non è nemmeno una divinità. Contestarla è legittimo e, se si dispone di argomenti solidi e credibili, è addirittura doveroso. Il “se”, però, è grosso come una casa, perché  i fatti sono davanti agli occhi di tutti. Tralasciando gli insulti personali e le motivazioni più o meno bislacche, i suoi contestatori dovrebbero, se potessero, negare che le foreste siberiane bruciano, che i ghiacciai alpini si dissolvono, che isole di rifiuti di plastica invadono gli oceani, che i ghiacci polari e della Groenlandia svaniscono; dovrebbero offrire una spiegazione convincente  delle sempre più devastanti e frequenti tempeste e delle siccità, segnali di un clima impazzito a tal punto che aumenta il rischio che la Corrente del Golfo si fermi e, paradossalmente, precipiti l’Europa nella morsa di una glaciazione.

Non si fidano di Greta? Rispondano, allora, agli scienziati (quelli seri, non quelli di Libero), che sono oramai concordi e affermano che l’umanità sta a tal punto influendo sull’ambiente da aver avviato una sua specifica èra, l’antropocene, i cui effetti, nefasti, si proietteranno chissà quanto a lungo nella storia del pianeta Terra.

I contestatori di Greta, da Donald Trump a Radio Maria, da Vittorio Feltri ad Antonio Socci giù giù fino a quel tale Tommaso Casalini, vogliono in realtà negare la realtà dei fatti. Lei indica loro la luna ma loro, come lo sciocco del famoso aforisma, non sanno guardare che il suo dito. Questa piccola, cocciuta e coraggiosa ragazzina li irrita, perché sbatte loro in faccia una situazione che preferiscono ignorare, tutti presi come sono dal loro presente.

Poco gli importa se, a causa della loro miope stupidità, questo egoistico e meschino presente rischia di cancellare ogni futuro.

Giuseppe Riccardo Festa

Print Friendly, PDF & Email
FacebooktwittermailFacebooktwittermail

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta