Gli animali sono creature di Dio. Possono entrare in chiesa?

Non c'è di fatto una regola precisa che regolamenta la fattispecie.

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Come spesso accade in queste occasioni – e mi riferisco alla richiesta di una sposa di farsi accompagnare all’altare dal suo cane nel giorno del matrimonio – l’opinione pubblica si divide in modo netto tra chi é a favore e chi contrario. Vengo ai fatti.

A Napoli una giovane ragazza ha manifestato il suo desiderio a don Franco Rapullino, parroco della chiesa di San Giuseppe alla Riviera di Chiaia. Quest’ultimo ha raccontato dell’anomalo quesito ai suoi parrocchiani nel corso della omelia la scorsa domenica. Lo stesso ha voluto sottolineare l’irritualità della richiesta. In sostanza la sua contrarietà.

Da quel momento la vicenda é diventata motivo di confronto su un tema di non facile risoluzione. Gli animalisti si sono fatti sentire sul rigetto della richiesta da parte del sacerdote. Il quale assolutamente non ha acconsentito a che la sposa andasse incontro al futuro marito con il suo cane.

Non c’è di fatto una regola precisa che regolamenta la fattispecie. In fondo gli animali sono creature di Dio, ma non certamente esseri umani. Come venirne fuori da una tale antipatica situazione?

Per come ormai gli animali, e mi riferisco principalmente a quelli a carattere domestico come cani e gatti, ricoprono un ruolo significativo in ambito familiare di sicuro con il passare degli anni proliferano di certo richieste di tale tipo. Infatti, sono inflazionate le proposte e il coinvolgimento per il giorno del sì, che interessano i piccoli animali domestici.

La mia idea é che, per come ormai la società si sta formando, non é possibile rigettare in modo così netto richieste di tale portata. Occorre immedesimarsi nei rapporti che legano essersi umani e animali, affinché in modo non superficiale si comprende quanto essi rappresentano affettivamente per tantissime persone.

Hanno un vero significato negli affetti più intimi che non va tralasciato. Non sono di quelli che si sente di giudicare chi fa richieste di questo tipo e non credo che si possa parlare di tristezza se tutto ciò sta accadendo.

Soprattutto domandiamoci a chi darebbe fastidio se si entrasse in chiesa con il fedele amico, anche se forse nel giorno più importante della propria vita? 

Nicola Campoli 

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