Emigrazione Nord vs Sud

Serve sicuramente tanta audacia e coraggio in tal senso da parte dei ragazzi e ragazze

Si parla in queste settimane successive alla fase 1 della pandemia di
una possibile emigrazione al contrario dal Nord al Sud Italia. Tanti
giovani rientrati per l’emergenza sanitaria dalle regioni
settentrionali o dall’estero nelle loro residenze al Sud che
potrebbero anche pensare di restare, favorendo una rinascita del
nostro Mezzogiorno.

Serve sicuramente tanta audacia e coraggio in tal senso da parte dei
ragazzi e ragazze, ma serve anche che sul Sud si faccia un
ragionamento per innescare sostegni e aiuti in tempi certi, favorendo
così il possibile fenomeno.

Vengo a un esempio. Frequento da molti anni la Calabria ionica.
Un’area piuttosto abbandonata e con svariate diseconomie.In questi giorni di pandemia ho sentito alcuni giovani del posto che
sono tornati dal Nord Italia per trascorrere il lockdown in famiglia.

Li ho sentiti molto disorientati. Hanno percepito più del solito, nei
loro luoghi d’origine, un senso di abbandono, prendendo inoltre
coscienza con un immobilismo cronico.

Luoghi belli e incontaminati, ma che non hanno per niente le
caratteristiche attrattive sul piano dei servizi e delle
infrastrutture che sono datate nel tempo. Un contesto ormai arido e
privo dei servizi essenziali per pensare di stabilirsi, per giunta mettendo su famiglia.

Come potrebbero pensare i nostri giovani meridionali di restare
impiantare in loco, ad esempio, un’attività imprenditoriale?

Il ragionamento potrebbe trovare delle buone basi se prima sul Sud
dell’Italia si facesse un ragionamento d’investimenti, innanzitutto,
in infrastrutture viarie. Un modo per ripopolare di persone questi
luoghi ormai disabitati e che mai in queste condizioni potrebbero
conquistare spazi sui diversi mercati di riferimento. C’è poco da riflettere.

Se il Mezzogiorno non rientra come priorità nell’agenda del Governo
attuale e di rimando in quella dei successivi ogni bella idea non
troverà mai terreno fertile.

Guai a fare l’errore del 2008. Quando a seguito della crisi
internazionale il Mezzogiorno fu messo da parte. Fu un grave errore
pensare all’epoca che l’Italia ce la potesse fare lasciando indietro i
meridionali. Tale atteggiamento, molto miope, ha portato delle serie
conseguenze con l’Italia che è ferma da qualche tempo ai blocchi di
partenza.

Il consistente flusso di denaro che arriverà in Italia post COVID-19
dovrebbe trovare, invece, la sua più idonea esplosione, riguardo a una
visione diversa del nostro Mezzogiorno, altrimenti restano tutte
chiacchiere, compreso naturalmente quelle del sottoscritto.

Nicola Campoli

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