Discarica Scala Coeli, Legambiente risponde a Bieco

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Non abbiamo detto che la Bieco non segue i dettami della legge. Riteniamo che altri siano i modi per rispettare l’ambiente e che il progetto lede la vocazione agricola dell’area”. Risponde così Legambiente Calabria alla nota stampa di questi giorni della Bieco, la società proprietaria della discarica Pipino di Scala Coeli. “Crediamo che le nostre osservazioni siano fondate ed attendiamo fiduciosi anche le valutazioni della conferenza dei servizi sulla richiesta di autorizzazione di ampliamento della discarica”. 

Siamo convinti che rispettare l’ambiente non significhi realizzare altre discariche, di cui, tra l’altro, la Regione è piena: negli anni scorsi ne sono state censite ben 696 e, di queste, tante ancora attendono la bonifica.

“Non abbiamo bisogno di visibilità – afferma Legambiente Calabria – sono tante le iniziative e le battaglie che portiamo avanti e di certo non mancano i momenti e le occasioni per raccontarli e farli conoscere all’opinione pubblica”.

Secondo l’Associazione “Il progetto presentato dalla Bieco mina la vocazione agricola della valle del Nicà”: “Non è la prima volta che lo diciamo, lo facciamo da anni. Forse oggi con maggiore determinazione e presenza rispetto al passato. Lo facciamo e lo vogliamo fare non da soli, ma con il territorio così come abbiamo fatto nella bella giornata della Liberazione, lo scorso 25 aprile”.

“La libertà conquistata e la democrazia non ce la faremo togliere da nessuno – continua Legambiente Calabria – e quindi non accettiamo intimidazioni: la paventata querela non ci scoraggia, noi difendiamo il territorio ed abbiamo rispetto del lavoro di tutti, ma non si può zittire la voce di un territorio e piegarlo agli interessi e scopi aziendali che, a nostro avviso, ledono l’interesse della vocazione agricola dell’area”. Nel piano regolatore del Comune di Scala Coeli, le particelle 52 e 65 del foglio mappale 62 sono censite come aree agricole. “Questo dato è noto alla Bieco?” Si chiede Legambiente Calabria: “Se sì, come può esservi una discarica in zona agricola? Un particolare che deve essere sfuggito alla Bieco nella sua “Sintesi non tecnica – studio di impatto ambientale” presentata alla Regione, ma che abbiamo segnalato perché noi, quelle carte, proprio per la serietà che ci contraddistingue, le abbiamo attentamente studiate”.

“Noi abbiamo sempre lottato contro la logica delle discariche – continua Legambiente Calabria – che ha tenuto la Calabria sotto scacco per anni e continueremo a farlo: questo concetto deve essere chiaro. Siamo contrari alla realizzazione della discarica così come lo è anche l’Europa e come lo dovrebbe essere anche la Regione Calabria che ha approvato il piano regionale dei rifiuti con l’obiettivo discariche zero ”.

Vi è anche una responsabilità delle istituzioni ed ha fatto bene la Bieco a volere che la Commissione di Valutazione regionale si esprimesse sulla propria richiesta di autorizzazione all’ampliamento della discarica. Legambiente Calabria auspica che la conferenza dei servizi venga convocata al più presto e che l’Associazione possa essere ascoltata per “spiegare le ragioni e gli interessi del territorio che cozzano con quelli della Bieco oltre che per obiettivi di sviluppo anche per le tante contraddizioni del sito e della sua raggiungibilità”.

“Crediamo – afferma ancora l’Associazione ambientalista – di non aver procurato alcun danno d’immagine all’impresa, ma solo un confronto per esprimere quello che non ci convince: se nel passato è stata sbagliata la localizzazione questo non può essere causa di altri errori per gestire oltre 6 ettari di terreno in una zona agricola ed impendendo il diritto ad esercitare una servitù prediale per minare la bellezza di una valle e farne l’ennesima discarica di rifiuti speciali”.

“Siamo convinti – conclude – che lo sviluppo possa essere rappresentato dall’agricoltura e dal turismo e che le mega discariche non servono se puntiamo sul riuso e sul riciclo dei rifiuti. Dalla “monnezza” possono nascere tanti fiori: quelli della seconda vita dei prodotti e delle materie prime seconde. Noi non molliamo”!

 

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