DIMISSIONI DEL SINDACO: perché non ci sono state le condizioni per portare avanti il progetto di rilancio?

Le dimissioni  rassegnate nella prima serata di ieri dal Sindaco Filomena Greco, suonano in modo forte e traumatico nella comunità cariatese. 

Qualcuno racconta che erano nell’aria da un po’ di tempo, anche dopo le dimissioni dagli incarichi, che si sono registrate da parte di alcuni consiglieri della sua maggioranza.

A leggere le motivazioni che hanno spinto il Primo cittadino a dire basta sul proseguo del suo mandato, sembra che le colpe siano tutte riposte in fattori indipendenti dalla sua volontà.

A dirla tutta lei non si imputa nessun errore, soffermandosi nella sua nota a sottolineare esclusivamente persone, fatti, contesti che non le hanno permesso di imprimere la sua voglia di cambiamento.

Una difesa di ufficio che la mostra all’opinione pubblica più debole di quanto si potesse immaginare. 

È pure vero anche che dal suo rientro, dopo l’ultimo allontanamento forzato, il Sindaco Greco ha dato l’impressione di non avere più voglia di riprendere il bandolo della matassa. 

Insomma, è rientrata stanca e non ha mostrato alcun desiderio di affrontare quella che era l’impegnativa sfida che già conosceva in partenza. 

Troppe le sua assenze da Palazzo Venneri, infiniti i suoi silenzi. Poche le idee su come continuare nel progetto di rilancio. 

Certo, nel corso degli anni si è spezzato qualcosa di importante nel suo rapporto con la comunità cariatese e con la maggioranza che l’ha sostenuta. 

Possiamo dire che in effetti la Greco non ha mai iniziato la sua seconda consiliatura, visti anche i due lunghi periodi di assenza per le note vicende giudiziarie che l’hanno coinvolta. 

In effetti, sono stati più i mesi di non governo che quelli di amministrazione fattiva e dedicata alla causa comune. 

In ogni caso la Greco ha venti giorni di tempo per riflettere se confermare o meno le sue dimissioni. Un periodo sufficiente per analizzare pro e contro.

Staremo a vedere, seppure forse è più l’amaro in bocca e l’accesa delusione che ha lasciato in tanti – compreso in chi scrive – che quanto ha saputo mettere in opera per Cariati, in questi anni di alternato e turbolento governo del Paese. 

Ora a parte le sue ragioni quello che è venuto meno è stato il suo carattere. La sua voglia di combattere che aveva mostrato nel corso della sua opposizione al Sindaco Sero e quando ha deciso di candidarsi. 

A bocce ferme avrebbe dovuto forse prima di intraprendere la sfida, che sapeva in partenza già difficile, rendersi maggiormente conto sull’eventualità che se la fosse sentita!

Si è fatta trascinare, invece, probabilmente molto dal suo ego, mentre governare una “casa comune” non è cosa da tutti e serve una particolare sensibilità. 

Nicola Campoli 

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