CORONAVIRUS. Lezione tremendissima…

ci sta facendo forzatamente ritornare alla fratellanza e all’uguaglianza

Purtroppo solo stamattina, complice l’obbligo della spesa, ho preso consapevolezza con la mia forte paura.

La scorsa settimana, uscendo di casa per andare a lavoro e rientrando per le 19.30, avevo colto solo in parte il contesto spettrale che mi avvolgeva, salvo i controlli ai quali sono stato sottoposto dalle forze dell’ordine. Non avevo avuto modo di confrontarmi con nessuno, al di fuori del mio ambiente familiare e lavorativo. Tuttavia in un momento delicato per il Paese mi rallegra un particolare che stamattina ho percepito in modo chiaro, stando in fila all’esterno dei negozi di generi alimentari.

Sensibilità e solidarietà stanno diventando due sentimenti significativi che rendono forte il senso di comunità. Quel senso che si era inspiegabilmente perso e del quale in tanti abbiamo sentito la grave mancanza. C’è tanta voglia di non prevaricare gli uni su gli altri. Si tende ad alimentare il dialogo e la comprensione. Le persone si risentono nuovamente parte di una società coesa, che sente di restare unita per vincere una battaglia non facile. Buon senso e equilibrio mi sembrano emersi all’improvviso, volendo imprimere la loro forza e marcando il territorio.

Il clima di incertezza sull’evolversi dell’emergenza resta senza alcun dubbio, ma quando ci si parla e si prova a favorire una buona parola sembra che per un attimo tutto sfumi. Abbiamo ognuno tanto timore. Siamo avvolti da mille interrogativi, ma non manchiamo di speranza, mettendoci completamente a nudo con chi interagiamo. Ci si aiuta e ci si confronta come se ci conoscessimo sa da quanto tempo. Il sorriso non manca, come anche scambiarsi consigli utili su come ci si organizza tra le quattro mura casalinghe.

Insomma, ho notato un vero cambio di passo che ci fa sentire più forti, sicuri e determinati. Avanti così, c’è ancora tanto da soffrire, ma per fortuna mi risento parte di una comunità vera e leale. La lezione tremendissima del virus ci sta facendo forzatamente ritornare alla fratellanza e all’uguaglianza, della quale siamo stati a lungo monchi e di conseguenza lontani dai veri valori di vita.

L’auspicio che possiamo augurarci è che qualcosa dopo rimanga di tutto ciò. A cominciare dal fatto che appartiamo a una stessa comunità nel bene e nel male. E che ce ne eravamo dimenticati, ahimè, perdendo di vista quelli che sono gli elementi veri su cui si deve fondare una società che si rispetti.

Nicola Campoli

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