Che giornate senza tempo. Vorrei che già fosse domani.

Viviamo senza tempo e relazioni. Non ricordo per niente cosa fosse ieri.

È tempo del COVID-19. Il nemico del momento. Questo sconosciuto, sino a qualche mese fa. 

Ogni giorno della sua natura e forza apprendiamo sempre qualcosa di nuovo, che non fa che intimorirci. 

Viviamo tutti sotto una campana di vetro. Maledettamente soli. Perché non bisogna incontrare gli altri. Se non lo stretto necessario. 

Insomma, siamo separati dagli altri e, quindi, anche le persone più vicine a noi ormai le sentiamo lontane. 

Ci stiamo abituando, se così si può dire con difficoltà, a una nuova vita alla quale siamo costretti. 

La società in cui viviamo, attaccata alle fondamenta dal virus, si indebolisce dinanzi ai nostri occhi. 

Le nostre certezze si sono annullate in un battibaleno. Sono saltate tutte le relazioni sociali ed è aumentata vertiginosamente la nostra incertezza e precarietà. 

Personalmente non ho più un orizzonte, non riesco a tracciare nemmeno una prospettiva, seppure a breve/medio tempo. 

Mi spaventa terribilmente cosa potrà accadere domani. Mi limito ad aggiungere un giorno a un altro. 

Sono trascorse solo alcune settimane, di grande confusione, e mi sembra che sia passato un secolo. 

Non sappiamo quanto durerà tutto ciò. La paura si fa strada in ognuno. Incombe  e si impone con forza tra di noi. 

Viviamo senza tempo e relazioni. Non ricordo per niente cosa fosse ieri. Immerso senza soluzione di continuità nell’aggiornamento del numero di persone infette, decedute e guarite. 

Ma un giorno, vi prego ditemelo, ci sveglieremo da questo incubo?

Sono preoccupato. Non vorrei restare imprigionato dal terribile virus. Vorrei che già fosse domani. 

Nicola Campoli

 

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