C’è sempre una notizia che mi riporta con il pensiero a Cariati … vedi l’esempio di Belmonte

Qualcuno a questo punto potrebbe dire. E allora?

Belmonte Calabro

Questa volta la notizia mi arriva direttamente dalla Calabria. Quale migliore occasione per aprire una riflessione in merito. Meglio ancora l’informzione proviene da un Comune in provincia di Cosenza. A riportare la nota è il sito corriere.it.

A Belmonte é stato creato un albergo diffuso. Tutto é nato dall’obiettivo di far rivivere il borgo antico utilizzando alcune abitazioni dismesse, un tempo affollate da famiglie numerosissime.

Per chi non lo conoscesse Belmonte é un paesino di circa 2500 anime a 262 metri sul livello del mare. Qui alcuni giovani nei primi anni del secondo millennio incominciano ad elaborare, in maniera collettiva fra utopia e realtà, un’idea di futuro per strappare al triste destino dell’abbandono la loro terra.

Grazie alla loro determinazione a Belmonte hanno ripreso vita 14 casette del centro storico che erano abbandonate, alcune da oltre un secolo, per realizzare EcoBelmonte, l’unico albergo diffuso riconosciuto realmente in Calabria.

L’avventura dell’albergo diffuso nasce  con la costituzione dell’associazione denominata  “A PRACA”, che in dialetto locale è il nome della roccia dove sorge il paesello.

Il soggiorno nell’albergo diffuso è un’esperienza di vita in cui si entra in relazione con i residenti che diventano vicini di casa per qualche tempo e in cui si sperimenta uno stile di vita nuovo, legato ai prodotti locali, all’agricoltura, ai sapori caserecci e all’artigianato.

I turisti che arrivano a Belmonte Calabro sono prevalentemente dall’Europa centro settentrionale come Germania, Belgio, Paesi Bassi, Russia ma anche dagli Stati Uniti, Canada, Australia, Argentina, Venezuela. Si tratta di un’offerta di turismo esperienziale che affascina principalmente i viaggiatori stranieri  che vogliono vivere il loro soggiorno a contatto diretto con i residenti del luogo.

Qualcuno a questo punto potrebbe dire. E allora?

Beh, sarebbe simpatico avviare per Cariati un progetto simile che in parte già è in itinere nel centro storico, grazie allo spontaneismo e la generosità dell’amico Aldo Fortino.

Ma sarebbe il caso di verificare la fattibilità di un progetto più ampio e diffuso che potrebbe comprendere anche “pezzi” della marina.

L’amministrazione comunale dal canto suo potrebbe alimentare il processo, diventandone lo sponsor principale, animando così interazioni con soggetti pubblici che dal loro canto potrebbero accompagnare il progetto.

E poi “copiare” dagli amici di Belmonte Calabro, unico caso scuola riconosciuto in Calabria, non credo sia molto difficile.

Felice domenica

Nicola Campoli

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