CARIATIUNITA: A PROPOSITO DI MARCATORI IDENTITARI

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Ci saremmo aspettati, dopo 7 mesi di allontanamento forzato da Cariati, che la signora sindaco, dopo aver fatto rientro a Cariati per decorrenza dei termini della misura cautelare, si fosse rimboccata le maniche e si fosse messa al lavoro, giorno e notte, per cercare di avviare un minimo di programmazione politico-amministrativa e di trovare immediata soluzione a tutti quei problemi che Cariati e i Cariatesi sono costretti a subire per colpa di questa disamministrazione comunale.
La signora sindaco non ha nemmeno il tempo di disfare le valigie e vola alla volta degli stati uniti d’America per, nientepopodimeno, “contribuire a promuovere l’immagine di Cariati, come destinazione turistica e culturale 365 giorni l’anno, oltre i confini regionali e nazionali” e, prima di partire per il lungo viaggio, si ricorda di riempire, a tempo determinato, la casella vacante di vice sindaco, in attesa “di una già programmata rimodulazione complessiva di tutte le deleghe assessorili inclusa quella del vicesindaco”.
Ed allora, appena chiuse le porte dell’aereo per l’America, un inaspettato fermento colpisce i componenti restati a terra della disamministrazzione igreco: la fascia tricolore passa di spalla in spalla con la velocità della luce; il delegato ai fondi comunitari emula le gesta di Mosè e, con una passeggiata sul letto del fiume dice di aver risolto il, serissimo, problema delle zone soggette ad alluvioni nel territorio comunale; un sensibilissimo consigliere preoccupato per l’emergenza cinghiali, addirittura, si reca a Roma a manifestare.
Ci viene spontaneo, a Noi ma crediamo anche a moltissimi Cariatesi, il titolo per una nuova fiction da girare tra le stanze del palazzo comunale: ”signora sindaca per gioco” o “disamministriamo Cariati per passare il Tempo”.
Purtroppo, per Noi e per i Cariatesi non si tratta di nessuna nuova fiction ma, della triste realtà di un paese in macerie colpito nell’anima, nella dignità e, ahinoi, nell’immagine. Un paese nel quale in tre anni avete demolito perfino i servizi primari ed essenziali. Dove, dopo le prime piogge di stagione le strade diventano impraticabili, le condutture idriche fuori servizio, lasciando centinaia di famiglia senza acqua per giorni interi e con la fogna che fa zampilla da tutte le parti. Un paese che avete volutamente diviso e del quale state, giorno dopo giorno, cancellando l’identità e del quale, il comunicatore seriale, ha ancora il coraggio di parlare di quei marcatori identitari che la disamministrazione comunale disconosce.
Signora sindaca, dimettiti! Il fallimento della disamministrazione igreco è l’unico marcatore identitario che per il momento si può attribuire a questa inutile gestione amministrativa.

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