Cariati soffre, ma vincerà?! 

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Amministrare Cariati non é per nulla una cosa facile, così come tanti altri Comuni distribuiti lungo la nostra penisola. 

Di questo ne abbiamo piena consapevolezza, commentandolo anche in modo piuttosto stanco negli ultimi tempi, ahimè, su queste colonne. 

Del resto, molte volte mi sono confrontato in merito con il direttore di cariatiNet.it – l’amico Cataldo Formaro che mostra sempre tanta pazienza nei mie confronti – ma più di raccogliere un forte e comune rammarico non siamo mai andati. 

Tuttavia, forse vale altresì la pena di fare qualche riflessione a voce alta con il sano proposito di stimolare un dibattito più ampio. 

Cosa manca a Cariati per costruire, seppure tra tante difficoltà, un futuro diverso a chi ancora è residente e ai tanti che conservano un legame affettivo con il territorio? 

Molti diranno che le risorse naturalmente scarseggiano. Perché in fondo secondo un antico detto “senza soldi non si canta messa”. 

Personalmente non sono di questa idea, seppure in parte la condivido. Insomma, il vincolo non deve trasformarsi, però, in un limite invalicabile. 

Cariati manca di un’anima comune che l’amministrazione targata Filomena Greco, nonostante i buoni propositi, non vedo che ancora è riuscita a creare e alimentare. 

Il senso di appartenenza dei singoli cariatesi, vicini e lontani, è sicuramente forte e tangibile. Ma per ribaltare in positivo l’importante sentimento in un valore aggiunto, ai fini della crescita sociale ed economica del Paese, occorre che qualcuno sappia mettere assieme i singoli. 

Un lavoro non facile che spetta, senza dubbio, nelle micro comunità a chi si é fatto carico di amministrarle. 

Ricercare la coesione nel tessuto sociale costituisce una necessità, oltre che un dovere, per le istituzioni.

Lavorare per lo sviluppo di comunità significa considerare la comunità non più come passiva destinataria di interventi decisi da altri, bensì come motore di cambiamento sociale che va coinvolto.

Ad esempio, le Consulte appena votate in Consiglio comunale sono uno dei tanti strumenti per andare un tale direzione, ma certo non il solo. 

L’obiettivo è rendere, quindi, la comunità competente, cioè capace di riconoscere i propri bisogni e di mobilitare e impiegare le risorse, non solo economiche, necessarie per soddisfarli.

E, allora, il nostro augurio come redazione di cariatiNet.it per il nuovo anno e che si cerchi la strada per costruire un’armonica coesione in una comunità, come Cariati, che merita di sentirsi tutta, nessuno escluso, parte integrante di un percorso di cambiamento che punti a un nuovo futuro.  

Nicola Campoli 

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