Cariati si racconta! Un festival letterario

Non riesco a disfarmi di un sogno

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Ogni tanto torno sempre sullo stesso identico punto. Forse sarà anche l’età. Ammetto pubblicamente la mia stupida testardaggine. Tuttavia è più forte di me resistere.

Non riesco a disfarmi di un sogno. Vorrei tanto che il centro storico di Cariati ambisse a raggiungere un pubblico sempre più ampio di visitatori.

Premetto che con questa mia idea non è che voglio spazzare via tutte le giuste rimostranze fatte per un’area, che ha visto troppo perpetrare l’illegalità. 

Per promuovere il borgo antico ci sono tanti modi. Io ne ho uno in particolare che potrebbe unirsi a tanti altri. Tutto diluito negli anni avvenire. 

Infatti, ben vengano idee e progetti per la promozione di un borgo, quello di Cariati, per il quale non devo aggiungere nulla, vista la sua incantevole bellezza. 

Vengo al dunque. Mi piacerebbe copiare un’iniziativa che si ripete da qualche anno sull’isola di Procida e alla quale ho avuto il piacere di assistere qualche settimana fa. 

Si tratta di una manifestazione letteraria che può vantare di essere unica nel suo genere. Sei scrittori sono sbarcati sull’isola e si sono messi alla ricerca di un personaggio procidano reale e ne hanno fatto il protagonista di un loro racconto. 

Procida racconta è un festival diretto dalla scrittrice Chiara Gamberale e si è concluso nella splendida cornice del complesso monumentale di Santa Margherita, con la lettura dei racconti in pubblico da parte degli stessi autori. 

Si potrebbe ripetere l’identico miracolo di una scrittura che si incarna nel profondo di una piccola comunità, quanto quello di Cariati, raccogliendo le storie e contribuendo così a farla conoscere meglio ai tanti appassionati lettori che potrebbero giungere da ogni parte d’Italia (e del mondo) in occasione del festival.

Lo scopo, quindi, sarebbe quello di puntare a far ascoltare e condividere storie che nascono dall’autenticità delle relazioni umane, punti di vista differenti capaci di trasformare il quotidiano in straordinario. 

Non c’è nulla di cui spaventarsi. Ci sono risorse economiche nazionali e regionali per le quali l’amministrazione comunale potrebbe concorrere, al fine di organizzare l’evento dandogli risalto negli anni.

Nicola Campoli 

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