Cariati: ricompattare l’orgoglio

È solo dentro questa attesa che possiamo trovare le risposte alle domande sul futuro di Cariati

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L’insofferenza è davvero tanta verso una Cariati che da anni non riesce ad invertire un deleterio declino. Non mi stancherò mai di scriverlo. Ci si sente impotenti, senza possibilità di incidere su un serio cambiamento tanto auspicato, ma mai avviato. 

Occorre ricordare che dopo un decennio, piuttosto immobile sul piano della valorizzazione turistica di Cariati, le speranze sono state riposte sulla governance attuale. La fase politica altalenante, ahimè, non fa sperare nulla di positivo. Scarsa visione sul breve, ma anche sul medio/lungo termine e poca voglia di aprirsi a un dibattito aperto finalizzato a raccogliere: idee e progetti. 

Registriamo una forte miopia sulla progettualità quale strumento per innescare l’esplosione del potenziale storico, culturale, paesaggistico e turistico del paese. Le conseguenze, certo indesiderate ma assai probabili, ricadono sempre sui cariatesi e su chi è legato affettivamente a Cariati. 

Quest’ultima è una parte consistente – più di quello che si pensa – che potrebbe incidere sull’economia cariatese che, però, nessuno ha mai preso in seria considerazione. Quasi a trattarla una parte residuale, in modo anche poco rispettoso. Un danno nei confronti dei cariatesi che al contrario si mostrano sempre ben lieti di accogliere i villeggianti. 

Abituarsi a un contesto triste e poco armonioso. Sognando che qualcosa un giorno cambierà ha letteralmente stancato. Come dire siamo sempre sul punto di partenza, registrando solo chiacchiere inutili che a nulla sono servite. 

Qualcuno potrà dire che così era ieri, così è oggi e così sarà domani. Tuttavia l’eassuefazione al peggio va combattuta con la forza e l’orgoglio di sentirsi comunità, superando divisioni e incomprensioni. 

In parole povere non riesco a immaginare una Cariati ferma al palo. È arrivato il momento che si provi ad alimentare, in modo più consapevole e coraggioso, un nuovo approccio al fare comune. 

Allora perché non costituire un comitato di salute pubblica? Un gruppo di persone che mettano in comune l’amore, la tenacia e l’azione per provare a sostenere un miglioramento di Cariati. 

Del resto, francamente è difficile prevedere cosa accadrà da qui ai prossimi mesi, ma nel frattempo si lavori a costruire un gruppo di persone di buona volontà pronto ad offrire incondizionatamente il proprio contributo a un contesto che, non mi stancherò mai di dire, merita più rispetto e la condivisione di valori comuni. 

Cariati è un paese straordinario per capacità imprenditoriali, per la sua storia, per i cariatesi che ci vivono, per quelli che si sono allontanati, per quelli che la frequentano periodicamente e per l’energia che esprime. Allora credo che non si possa sopportare a lungo questa negativa staticità. 

È solo dentro questa attesa che possiamo trovare le risposte alle domande sul futuro di Cariati. Con la convinzione che le strade che si spera si riusciranno a trovare favoriscano quella gioia e concretezza di cui abbiamo tutti un disperato bisogno. 

Nicola Campoli

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