Cariati: palla al centro?!

Cariati vive attualmente uno spaccato che nessuno mai si sarebbe immaginato prima dell’avvio dell’ultima consiliatura

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Appare evidente che nelle ultime settimane a seguire il dibattito su facebook, il social che va per la maggiore, sono stato in un certo senso “puntato” da alcuni lettori, nonché protagonisti della vita politica cariatese. 

Non mi soffermo per niente sui profili falsi o veri delle persone che hanno sottoscritto i vari post. Non è certo questo per me un problema. Del resto tengo a precisare che ogni intervento si è contraddistinto per uno stile pacato e educato. E fin qui è già una grande cosa per quanto accade in generale spesso in rete. 

Non posso, però, non sottolineare il clima esasperato che caratterizza in gran parte il confronto, sul momento che vive la comunità cariatese. La circostanza da parte mia la ritengo giusta e giustificata. 

Cariati vive attualmente uno spaccato che nessuno mai si sarebbe immaginato prima dell’avvio dell’ultima consiliatura. E su questo non ci piove. La delusione anima buona parte dei cariatesi. Tanto che all’indomani del periodo festivo – o meglio della tregua ferragostana – a qualcosa si dovrà pure pensare e fare. La dignità del popolo cariatese adesso va al primo posto e per essa non si può più sorvolare.

Ritornando al sottoscritto tengo a sottolineare una sola cosa. Ho appoggiato, e non mi nascondo affatto, la prima e seconda consiliatura Greco. Ho creduto in un percorso serio di cambiamento effettivo che potesse agire da spartiacque rispetto al passato. Il contesto ne aveva enorme bisogno e non si poteva tirare più avanti così. 

Quando accaduto mi fa riflettere abbastanza. In verità, anch’io mi sono iscritto, da abusivo come mi ha scritto qualcuno, al partito dei delusi. Mi duole dirlo, ma è la pura verità. Avrei voluto più che altro scrivere oggi di cose  nuove e stimolanti e, insomma, mi ritrovo a scrivere sempre delle stesse cose. 

Mi trovo, ahimè, a guardare sempre ai limiti di un presente, che nonostante gli sforzi degli attuali amministratori pubblici che pubblicamente ringrazio, poggi su una visione a medio e lungo termine, che fa tanto senso di comunità. 

Per ora anch’io rispetto il patto non scritto di tregua estiva, nell’auspicio di capire presto cosa si farà nel prossimo futuro. Forse questa volta non mi farò ingannare dai proclami e sarò più rigoroso nel capire e pesare le reali e concrete volontà dei singoli, lungo il solco dell’interesse generale. Ma ci sarà tempo. 

Un filosofo francese ha scritto che “l’amore è una avventura ostinata”. Quindi, finalizzando il pensiero al legame che ho con Cariati non posso che trarre che esso non è un’avventura liscia. Al contrario, ci saranno sempre problemi e difficoltà, ma io nella mia perdurante ostinazione non perderò mai la speranza di solleticare la costruzione di una Cariati che segni, quanto prima, profondi cambiamenti. 

Mi dispiace in fondo per chi dovrà continuare a sopportarmi. Ma ciascuno è libero di non leggere i miei “pseudo articoli”. Di evitarli a piedi pari, quando gli comparissero lungo la propria vita virtuale. 

Nicola Campoli 

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