Cariati: la stagione estiva salterà!?

E, allora, cosa ne sarà del turismo?

Mi è naturale che durante le terribili giornate, che stiamo vivendo sulla nostra pelle, la mente spesso mi porti a Cariati. 

Come ho scritto nei giorni scorsi dopo ben trenta anni mancherò da Cariati nelle giornate della settimana santa. 

A un certo punto, ancora non è dato saperlo, la pandemia e l’isolamento si separeranno. 

I tempi non si conoscono. Alcuni pensano a fine aprile, altri a metà maggio, qualcuno pensa addirittura a dopo l’estate.

E, allora, cosa ne sarà del turismo? 

La vicenda riguarda tutta l’Italia con ricadute pesanti sui singoli territori. 

Cosa si riuscirà a salvare del già micro filone turistico che riguarda la nostra cara e amata Cariati?

Nessuno lo potrà dire. 

Occorrerà aspettare l’evoluzione degli eventi. Personalmente, viste anche le note criticità sanitarie in loco, non nutro un pensiero positivo.

Il mese d’agosto sarà molto atipico. Ormai la gran parte delle persone non hanno più ferie. La cassa integrazione incombe sul settore privato.

Di conseguenza, l’auspicio è quello che gli abituali frequentatori, cioè il filone dei turisti delle seconde case del quale fiero ne faccio parte, resisterà alle non poche criticità che si susseguiranno, quando si passerà alla fase 2 dell’emergenza. 

Dobbiamo, tuttavia, riflettere che il rischio di contagio non sparirà. Si dovrà, con in testa l’amministrazione comunale, sottoscrivere un serio e rigoroso patto sociale tra residenti e abituali frequentatori del paese durante la bella stagione. 

Non sarà semplice. Ma superata l’emergenza sanitaria della fase 1 sarà opportuno riflettere con le autorità regionali competenti.

Laddove tempi e modi saranno incompatibili con quelli del virus sarà meglio, eventualmente, prendere decisioni drastiche per la salvaguardia della salute di tutti.

Su questo avremo modo di riflettere nelle prossime settimane. Sia ben chiaro, però, che nella peggiore delle ipotesi Cariati mancherà a tanti suoi storici frequentatori che vi assicuro non sono pochi! 

Nicola Campoli 

 

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