Cariati: i Comitati di Quartiere. Perché No?

Lo scopo é quello di raccogliere “forze e tempo” da parte di tutti

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Un plauso lo riserviamo con gioiosa partecipazione all’Assessore comunale dr. Sergio Salvati.

Il suo generoso gesto d’impegno rivolto alla pulizia dello spazio antistante il Palazzo della città lo cogliamo come buon auspicio.

L’esempio non può che alimentare tra la gente quel sano senso civico di cui c’è tanto bisogno a Cariati.

Lo stesso Sindaco Filomena Greco ne parla molto spesso, considerandolo un aspetto fondamentale su cui contare per un nuovo corso cariatese.

Quello di Salvati non deve restare, però, un gesto isolato al solo scopo esclusivo del buon esempio.

Servirebbe a molto poco!

Al contrario, deve rappresentare un perfetto modo, affinché i cariatesi possano in modo continuativo dedicarsi alla “cosa pubblica”.

Sentirla loro e riservare ad essa quanto si possa.

Sarebbe il caso di costituire, allora approfittando dell’effetto scatenante, con delibera del Consiglio comunale dei comitati di quartiere.

Lo scopo é quello di raccogliere “forze e tempo” da parte di tutti quelli che vogliono cambiare il volto di Cariati.

Ciò va nella direzione della democrazia partecipativa: un argomento fondamentale per affermare un’idea della politica non solo leaderistica, ma che sappia rispondere alle reali necessità dei cittadini.

Attraverso tale approccio i cittadini fanno emergere direttamente i propri bisogni, assumono funzione attiva di proposta e dove possono offrono il proprio tempo nella risoluzione delle criticità e salvaguardia del proprio territorio.

Così si alimenta la costruzione di un nuovo rapporto tra Amministrazione e cittadini, fondandolo sulla costante informazione e sul coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni pubbliche, superando una visione della partecipazione limitata alla sola raccolta delle preferenze e ponendo maggiore enfasi sul ruolo attivo dei cittadini.

Nicola Campoli

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