CARIATI. COVID-19, COMUNI A GRAVE RISCHIO DEFAULT

F.GRECO: ANCI CALABRIA RACCOLGA ALLARME

GOVERNO LI AIUTI A GESTIRE LE NUOVE POVERTÀ

Cariati, mercoledì 1 aprile 2020 – Revisione sia del fondo dei crediti di dubbia esigibilità sia di quello di garanzia per i debiti commerciali. Norme sugli enti strutturalmente deficitari. Superamento del limite al ricorso all’anticipazione di liquidità e all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Sospensione del pagamento dei mutui degli enti locali e del DL 35/2013 e successivi. Semplificazione delle norme per l’acquisto di beni e servizi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Coronavirus. – Sulla richiesta avanzata al Governo nei giorni scorsi da Anci Sicilia credo possano e debbano convergere tutti i comuni del Sud Italia, in particolare quelli della nostra regione che, come è noto, per ragioni strutturali e gap di sviluppo ereditati, resta in cima alle classifiche nazionali per numero di comuni in dissesto e pre-dissesto finanziario.

È quanto dichiara Filomena Greco (L’Alternativa Cariati) auspicando che anche Anci Calabria saprà farsi interprete, con urgenza ed in modo unitario, dell’allarme che tutti i sindaci italiani stanno lanciando senza peli sulla lingua rispetto alle ancor più gravi conseguenze economiche, in modo collegato su comuni e cittadini, derivanti purtroppo dalle misure adottate per fronteggiare l’emergenza Covid-19 in corso.

Tutta le rete delle autonomie locali – continua – è oggi a rischio default ed a rischio cassa. Dai comuni delle regioni ricche del Nord che fino ad oggi hanno combattuto la battaglia più difficile e drammatica a maggior ragione a quelli meno ricchi, poveri e disastrati del Sud e della nostra regione, la fotografia attuale e le previsioni future non lasciano spazi di interpretazione e di serenità: se il Governo non interviene adesso ed in modo mirato non si riuscirà a fronteggiare l’emergenza economica né ovviamente il rispetto dei servizi, stipendi compresi.

In parallelo al governo dell’emergenza sanitaria, la salute dei comuni, da cui dipende a stretto giro quella delle famiglie, deve essere considerata senza indugi al centro dell’agenda politico-istituzionale nazionale.

I comuni – scandisce – vanno aiutati, in concreto, a gestire le nuove povertà che stanno emergendo in queste ore e che non potranno essere fronteggiate, neppure nel medio termine né con misure di anticipazione delle risorse ordinarie come quella discutibile rispetto ai metodi applicativi e già annunciata dal Governo; né con quelle una tantum ed a tempo, come i 400 milioni per i buoni famiglie.

Così come è stato già autorevolmente evidenziato in diversi interventi l’impatto dell’attuale crisi sui bilanci sarà necessariamente devastante in conseguenza del mancato gettito di parte significativa degli attuali tributi. Vi è poi il mancato gettito legato ai servizi a domanda individuale ma anche alle multe per violazione del codice stradale. Il rischio annunciato rimane la mancanza di capacità di reggere il sistema: sia per quanto riguarda l’erogazione dei servizi essenziali, raccolta rifiuti in primis, che – aggiunge – lo svolgere dei delicatissimi compiti cui sono chiamati in questa fase.

E se ciò è vero per tutti i comuni, perfino per quei pochi comuni sui quali non grava alcuna dichiarazione di dissesto, ciò vale ancora di più – ribadisce – per quei comuni nei quali, Cariati è uno di questi, gli esecutivi in carica, appena eletti sono stati costretti a dichiarare il default della macchina comunale a causa di un debito (complessivo e comprensivo anche del dissesto) di 45 milioni euro lasciati in eredità dalle passate gestioni e le cui odiose conseguenze, sulla base di normative nazionali che probabilmente andrebbero esse stesse riviste, non soltanto si perpetuano sui cittadini in termini di tributi ma che – conclude Filomena Greco – di fatto bloccano completamente la sopravvivenza stessa di un comune, tanto più in una fase di emergenza nazionale come quella che stiamo vivendo.

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