Buon compleanno Riky!

Una personalità forte ed estroversa

Enrico Albertosi
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Sono sempre stato appassionato alle gesta dei grandi portieri che hanno militato, e militano, nei campionati italiani, ma anche in quelli internazionali.

La mia passione deriva principalmente dal fatto che il mio ruolo preferito, quando giocavo a calcio da ragazzo, era quello dell’estremo difensore.

In particolare, c’è la storia di un portiere italiano che mi ha destato sempre grande curiosità. Una personalità forte ed estroversa, che ha lasciato un segno quando ha deciso di appendere i guanti al chiodo.

Un calciatore che a mio parere avrebbe potuto senz’altro meglio esprimere il suo potenziale, ma che per varie ragioni non c’è riuscito.

Parlo di Enrico Albertosi, detto Ricky, che a breve compirà 80 anni. Lui nel corso della sua lunga carriera, a difesa dei pali, ha regalato alla Fiorentina la Coppa delle Coppe, al Cagliari il suo unico scudetto, al Milan quello della stella.

Credo che la sua partita più celebre sia stata l’indimenticabile vittoria della nazionale italiana contro la Germania, nei mondiali del Messico nel 1970. Una sfida che fa parte della storia del calcio mondiale. Senza tuttavia dimenticare la conquista in maglia azzurra del titolo di campione europeo nel 1968, seppure da dodicesimo dietro al suo rivale di sempre Dino Zoff.

La sua è stata una vita controvento. Sempre fuori dai pali e a volte qualche uscita l’ha anche sbagliata, come il suo coinvolgimento nel terremoto del calcio scommesse agli inizi degli anni ottanta. Ha disputato ben 532 partite in serie A.

Spregiudicato nella vita e sul rettangolo di gioco. Ha vissuto sempre a mille all’ora. Solo un infarto, parecchi anni fa, ha rischiato di metterlo fuorigioco. Da quel giorno ha cambiato stile: meno stress e meno eccessi.

Buon compleanno Ricky: cento di questi giorni.

Nicola Campoli

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