Bisogna ricordare e capire: AGOSTO 2016

Il mio unico interesse in questo momento è volto a comprendere i fatti

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In questo momento così delicato della storia di Cariati confesso che non mi sento di “sparare” incondizionatamente sul Sindaco Filomena Greco, per i fatti che la magistratura inquirente di Castrovillari le sta contestando in queste ore.

Premetto che la notizia mi ha colto di sorpresa e ne sono particolarmente rattristato.

Il mio unico interesse in questo momento – e così di tanti altri almeno credo – è volto a comprendere i fatti. A capire cosa è successo e quali sono i motivi che hanno indotto il Sindaco a decidere per la soluzione, che le è contestata, e che ha reiteratato nel tempo.

Ciò serve a tutti per maturare le personali valutazioni sull’accaduto e, quindi, esprimere anche pubblicamente i pro e i contro sull’operato del Primo Cittadino.

Ero a Cariati nell’agosto del 2016. Filomena Greco si era insediata da qualche settimana.

Il ricordo dell’estate del 2015 era mortificante. I cumuli d’immondizia soffocavano le strade del paese e minacciavano la salute dei turisti e cariatesi. Tanti “villeggianti” abbandonarono Cariati prima della fine delle loro ferie.

Il Sindaco già all’indomani della sua elezione dovette rassicurare i tanti abituali turisti che da lì a qualche sarebbero ritornarti per trascorrere il loro periodo di vacanza. Si impegnò a individuare delle soluzioni, al fine di tamponare l’emergenza rifiuti.

Da quel momento in avanti Cariati ha iniziato a risollevare la sua immagine, contando anche sulla raccolta differenziata che si è avviata nei mesi a seguire.

Non si tratta adesso di schierarsi a favore o contro il Sindaco. Sarebbe inutile e porterebbe a ben poco. Importante è capire cosa è successo e perché è successo. E’ ora e tempo di fare chiarezza.

Penso che Cariati non possa più aspettare. Non è giusto che il paese e i cariatesi, e i tanti turisti, non riescano a intravvedere un percorso serio di rilancio, ricreando così un forte legame affettivo e di fiducia. Ecco il rischio è proprio questo.

Nicola Campoli

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