All’IIS CARIATI celebrata la prima giornata per la lotta contro la contraffazione

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In occasione della prima giornata per la lotta alla contraffazione del 29 ottobre, su invito del Miur, e nell’ambito delle iniziative che la nostra scuola organizza per diffondere la cultura della salute nonché la cultura della legalità, ha avuto luogo presso l’aula magna dell’ITI un programma di attività didattiche, fortemente voluto dalla nostra dirigente scolastica, professoressa Sara Giulia Aiello, che subito dopo i saluti istituzionali ha dato il via ai lavori.

Le classi partecipanti all’iniziativa sono state le IV e V Liceo Scientifico, Linguistico, ITI e IPSSEOA. Obiettivo primario dell’incontro è stato quello di fornire agli studenti un quadro del fenomeno attraverso due momenti topici: il primo, a cura della professoressa Daniela Mancini, ha fatto da introduzione al secondo e principale momento costituito dall’intervento del dottore Giuseppe Sarandria, ispettore dell’ICQRF (Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari). La professoressa Mancini, appassionata al tema dell’Intelligence, come metodo per la raccolta, analisi e utilizzo delle informazioni non solo per prevenire eventi e fenomeni devastanti come mafie e terrorismo ma anche per poter comprendere e assecondare le tendenze positive di crescita e di sviluppo, presta molta attenzione a quella che potrebbe essere l’emergenza educativa e democratica di questo tempo rappresentata dalla società della disinformazione, che si materializza con l’eccesso di informazione da un lato e il basso livello di istruzione dall’altro, creando un corto circuito cognitivo che allontana le persone dalla comprensione della realtà.

Nel ruolo di funzione strumentale, ha organizzato, dunque, questo evento per sensibilizzare i nostri studenti che, come consumatori, non sempre sono consapevoli dell’impatto delle violazioni della Proprietà Intellettuale e Industriale sulla commercializzazione dei prodotti, né dei danni economici che ne derivano, tra cui la perdita di competitività delle imprese che operano nella legalità, la mancata creazione di posti di lavoro, l’impatto negativo sulle entrate fiscali e il moltiplicarsi di legami con la criminalità organizzata. Allo stesso tempo, non sempre sono consapevoli del danno che potrebbero subire acquistando prodotti contraffatti, in particolare non conoscono i rischi potenziali per la loro salute e la sicurezza, né le sanzioni amministrative cui vanno incontro. “L’acquisto di merce contraffatta”, sostiene la professoressa Mancini, “non viene considerato come un atto illecito di grave entità da parte del consumatore, che deve ancora maturare tale consapevolezza e apportare un conseguente cambiamento alle proprie abitudini di acquisto”.
Il dottore Sarandria, a sua volta, dopo aver spiegato che l’ICQRF è l’organo di controllo ufficiale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali operante su tutto il territorio nazionale, ne ha illustrato le competenze in termini di controlli ufficiali sulla qualità, genuinità e identità dei prodotti agroalimentari e dei mezzi tecnici di produzione agricola (sementi, mangimi, fertilizzanti e fitosanitari) finalizzati alla prevenzione e repressione delle frodi e degli illeciti, di irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie in materia agricola e agroalimentare di competenza statale, di autorizzazione e revoca degli organismi di controllo che operano nell’ambito delle produzioni di qualità regolamentata, di vigilanza sugli organismi di controllo che operano nell’ambito delle produzioni di qualità regolamentata e Protezione ex officio a tutela delle produzioni di qualità (art. 13 del Reg. (UE) n. 1151/2012) e funzione di Organismo di contatto per i prodotti vitivinicoli Reg.(CE) N. 555/2008. Calatosi nella parte dell’ispettore, dopo aver indossato la divisa d’ufficio, ha
definito la frode alimentare che si verifica quando si produce o si commercia un alimento non corrispondente alla normativa in vigore, oppure quei comportamenti illeciti che alterano le informazioni su provenienza, qualità, composizione e caratteristiche di un prodotto alimentare; al contempo, ha spiegato che, la contraffazione alimentare, invece, consiste nel formare ex novo un alimento con l’apparenza della genuinità in quanto prodotto con sostanze diverse, per qualità o quantità, da quelle che normalmente concorrono a formarlo, ad esempio: la vendita di olio di semi spacciato per olio di oliva, la contraffazione di un marchio DOP. Interessante è stata l’attenzione destinata all’adulterazione alimentare riferendosi alle operazioni che prevedono la modificazione di componenti di un prodotto alimentare, ovvero la sostituzione di elementi propri dell’alimento con altri estranei, ovvero con la sottrazione di elementi propri dell'alimento, o ancora, con l’aumento della quantità proporzionale di uno o più dei suoi componenti. “Le adulterazioni”, sostiene il dottor
Sarandria, “hanno riflessi non solo commerciali ma anche igienico-nutrizionali e, in alcuni casi, di grave pericolo per la salute pubblica, esempi ne sono: aggiungere acqua, sottrarre grassi, aggiungere alcol metilico al vino”.

Ha avuto spazio anche il concetto di sofisticazione alimentare che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee che ne alterano l'essenza, corrompendo o viziando la composizione naturale, aggiungendo elementi di qualità e valore inferiori, simulandone la genuinità con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti, ad esempio, la produzione di burro con sostanze grasse diverse da quelle del latte oppure mozzarella di bufala utilizzando latte di vacca, oppure utilizzando additivi non consentiti. Le raccomandazioni del dottor Sarandria sono state: controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati (l’etichetta è la loro “carta d’identità”) e diffidare di quelli con scritte poco chiare o privi delle indicazioni d’origine (laddove obbligatorie) e del “marchio CE” o dei marchi DOP/IGP/BIO per i prodotti a denominazione (le etichette più corrette sono quelle che garantiscono la migliore conoscenza del prodotto: trasparenza del marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche); acquistare solo prodotti in confezioni e con imballaggi integri, con il nome del produttore, assicurandosi della loro provenienza e di eventuali marchi di qualità o certificazione; valutare il giusto rapporto qualità/prezzo: un prezzo troppo basso può essere invitante ma potrebbe essere anche indice di scarsa qualità (può sembrare un’occasione e invece si compra un prodotto che non dura, e si deteriora molto prima dell’originale); prestare cautela per le vendite effettuate “porta a porta”: se non si ricevono notizie precise sull’identità e sui recapiti (telefono, domicilio ecc.) del venditore, è possibile che si tratti di prodotti contraffatti; porre attenzione all’acquisto di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi, soprattutto nei casi in cui non sia prevista la possibilità di prendere visione della merce prima dell’acquisto e restituirla una volta ricevuta.

Dopo aver affrontato la contraffazione nel settore agroalimentare e anche il fenomeno dell’italian sounding all’estero, ha concluso dicendo: “Le frodi sono una delle attività criminose più antiche dell'umanità e sono saldamente radicate nella vita sociale. Nel momento in cui il denaro è diventato l’indicatore del valore delle merci e in cui il possesso del denaro è diventato l’indicatore del valore delle persone, era abbastanza naturale che i commercianti aumentassero il proprio profitto vendendo a prezzo più elevato merci meno pregiate”.
Il messaggio che la nostra scuola ha voluto, quindi, trasmettere con la celebrazione di questa giornata è il seguente: “Prevenire, contrastare e combattere i fenomeni di contraffazione significa, affiancare alle attività di controllo e di repressione, attività mirate di sensibilizzazione e di comunicazione rivolte ai consumatori, ma soprattutto ai giovani, al fine di innalzare il livello di conoscenza e consapevolezza sui rischi (economici, sulla sicurezza e sulla salute) derivanti dalla produzione, commercializzazione e acquisto di prodotti contraffatti, e di rendere ogni persona partecipe e protagonista in prima persona nella lotta contro la contraffazione”, messaggio che è stato raccolto grazie agli interessanti e numerosi interventi di studenti e professori.

Prof.ssa Daniela Mancini

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