Propongo un monumento al LIMITE IGNOTO

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L’Italia è il Paese ove ogni cittadino è disposto a lanciare impavido il cuore oltre l’ostacolo. Nulla può fermare gli italici ardori quando i petti ignudi si dispongono ad affrontare la procella delle avversità.

Ecco così che l’indignato Ultimo, che si vedeva primo, si nega adirato alle telecamere di Mara Venier, a causa delle maligne manipolazioni delle infingarde giurie sanremesi, che l’hanno declassato (o surclassato? Boh!) a secondo.

Ecco che, guidate da Claudio Baglioni che prima o poi duetterà anche con loro, le cantanti Ornella Vanoni, Patty Pravo, Loredana Bertè e la non meno longeva Orietta Berti oppongono i petti – fortunatamente non ignudi – all’inclemente avanzare del tempo proponendosi alle generazioni future, oltre che a tre o quattro di quelle passate, come esempi di eterna, indistruttibile, e quel che è peggio inamovibile giovinezza.

Ecco che alle improvvide evocazioni sataniche della soltanto apparentemente ingenua Virginia Raffaele, si oppone impavido un tale Aldo Buonaiuto, prete esorcista, che alzando il teso indice contro siffatti cedimenti alla tentazione diabolica, leva alti lai contro una società ormai votata alla perdizione; e come se non bastasse, ecco che Matteo Salvini, sempre pronto a volgere la sua vela verso là dove il vento spira più propizio, si associa alla condanna del prelato: non si sa mai, la gente potrebbe accorgersi che, Satana o no, in Italia c’è ancora – poca ma c’è, e non fa politica – gente, come Virginia Raffaele, che è piena di talento, intelligenza, spirito, cultura e ironia: un pessimo esempio che, ahilui, potrebbe diventare contagioso.

Ecco che, ferito da un mancato applauso , un certo Sig. Di Battista si irrita contro la claque che, forse sazia, forse distratta, forse distrutta, non lo applaude all’ennesima sua storica esternazione all’ennesimo talk-show al quale è stato invitato, suscitando negli osservatori, per l’ennesima volta, il quesito: “Ma questo chi è, a che titolo parla, e perché lo invitano ai talk show?”

Ecco che, furibonde, le italiche genti si levano indignate contro un eurodeputato belga che parlando uno splendido italiano fa notare al Dott. Prof. Prim. Ministr. Giuseppe Conte che in realtà egli è solo un pov. buratt. manovrat. da Di Maio e Salvini. L’indignazione è legittima, perché l’italiano dell’eurodeputato belga è di gran lunga migliore di quello di Di Maio, di Salvini e di Conte.

Ecco che Beppe Grillo, furibondo per il non lusinghiero esito del suo partito alle elezioni regionali abruzzesi, intima agli ingrati figli del Gran Sasso e della Maiella di restituire soldi, ambulanze e non so che altro che il suo partito aveva incauto ad essi elargito, evidentemente aspettandosi in cambio esiti plebiscitari, secondo l’antica usanza italica dello scambio di favori.

Ecco che, per lo stesso motivo, il già lodato Luigi Di Maio commenta amaro che il suo partito non deve presentarsi là dove non è pronto, valutando evidentemente come un segno di mancata prontezza un precedente risultato che sfiorava il 40 per cento dei consensi.

L’Itala gente, insomma, si conferma impavida, inarrestabile, adamantina, capace di ogni ardimento, sprezzante di ogni limite. Un popolo fiero, orgoglioso, altero, che non ha paura di nulla.

Nemmeno del ridicolo.

Giuseppe Riccardo Festa


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