Aggredito un medico a Crotone

L’agguato secondo il procuratore della Repubblica di Crotone è stato premeditato

Medico aggredito a Crotone
Facebooktwittergoogle_plusmailFacebooktwittergoogle_plusmail

L’ha attesa all’uscita dell’ospedale e l’ha aggredita a colpi di cacciavite.

Nonostante le ferite alla testa e al collo, non è in pericolo di vita un medico all’ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone.

L’aggressore di 50 anni che ha agito con il volto coperto e un copricapo, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di tentato omicidio.

La dottoressa in servizio al reparto di Medicina, deve la vita all’intervento di un cittadino extracomunitario venditore ambulante che aveva il suo banco a una decina di metri dal luogo dell’aggressione.

L’uomo ha sentito gridare ed è intervenuto in soccorso della donna.

Tra l’extracomunitario e L’aggressore c’è stata un violento corpo a corpo ma, alla fine, l’immigrato è riuscito a disarmare l’aggressore.

L’agguato secondo il procuratore della Repubblica di Crotone è stato premeditato.

L’attentatore voleva uccidere la dottoressa per vendetta.

Un anno fa la mamma dell’aggressore era stata ricoverata nel reparto dove lavora la dottoressa.

Poche settimana dopo la donna morì per varie complicazioni.

Lo stesso presentò una denuncia alla procura contro i medici del reparto, sostenendo che si sarebbe trattato di un caso di malasanità.

La denuncia non ebbe, però, nessun seguito perché sembra che lo stesso aggressore, qualche tempo dopo, si convinse a ritirarla. Martedì sera l’epilogo.

Non è la prima volta che un medico dell’ospedale di Crotone subisce un’aggressione.

Ai primi di agosto un medico anestesista è stato picchiato a calci e pugni dai parenti di un giovane di Rosarno, che era stato ricoverato in rianimazione.

Il medico ha «pagato» la cortesia di offrire la possibilità ai familiari del ragazzo di dargli l’ultimo saluto, in quanto stava per morire.

Il gesto di cortesia è stato però ripagato con le botte.

Print Friendly, PDF & Email
Facebooktwittergoogle_plusmailFacebooktwittergoogle_plusmail

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta